“La pazienza infinita porta risultati immediati”

Antonio Gallo
6 min readMar 3, 2024

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Carlo Dolci: Allegoria della pazieza (1677)

Un titolo che sembra un ossimoro, una evidente contraddizione. Di pazienza non ne abbiamo mai abbastanza per affrontare e risolvere i problemi che la vita ogni giorno ci propone. Ce ne vuole davvero tanta. E’ bene imparare come averla, ma sembra che sia meglio sapere anche come non sprecarla.

La Pazienza — ha una quieta Esteriorità -
La Pazienza — Guardala dentro -
È un futile Manipolo d’Insetti
Infiniti — insieme -
Sfuggito uno — contro l’Altro
Più infruttuoso gettarsi -
La Pazienza — è l’esercizio del Sorriso
Attraverso il fremito –

(Emily Dickinson)

Nell’era della velocità, delle notizie istantanee e delle scelte immediate, aspettare, attendere, non lasciarsi travolgere dall’attimo fuggente è diventato un privilegio che si concedono in pochi. Così la pazienza è diventata una virtù sempre più rara. Nel senso più letterale del termine, non le riconosciamo più alcun valore, pure essenziale nei rapporti umani come nell’efficacia dell’azione pubblica. Anzi, la consideriamo una perdita di tempo e un’anticaglia di comportamenti che non possiamo permetterci.

Viviamo nell’epoca dell’alta velocità, del “tutto e subito”, “dell’usa e getta”: i nostri orologi sono sempre sincronizzati a scadenze in arrivo, a impegni da rispettare, a programmi da portare a termine. «E invece la pazienza esige una dilatazione del presente, un suo allungamento, una sosta nell’incessante divenire. Occorre fare pausa, fare tregua, per essere pazienti» scrive Gabriella Caramore in un efficacissimo libricino intitolato appunto “Pazienza” (edizioni Il Mulino).

Eppure è proprio la pazienza, il suo passo lungo, distante dall’affanno del presentismo, che ci consente di aspettare il momento giusto, la maturazione delle cose e non la loro evaporazione, prima ancora di averle messe a fuoco. E’ paziente il corteggiamento di una donna, e non può giocarsi nell’attimo di uno scambio di sms o di messaggi sui social. E’ paziente l’attesa per il riconoscimento del proprio valore sul lavoro: al contrario un’eccessiva fretta, di posti nella scala gerarchica e di stipendi, porta al vizio del carrierismo.

Ed è pazienza, talvolta faticosa e perfino frustrante, la ricerca di ciò che ci unisce rispetto a quello che ci divide. «La pazienza è ciò che nell’uomo più somiglia al procedimento che la natura usa nelle sue creazioni» scrive Honoré de Balzac nel suo libro “Le illusioni perdute”. Pensate alle api, al loro paziente quanto essenziale lavoro di comunità: in un solo giorno un singolo alveare visita 225mila fiori, con un percorso pari a quattro volte il giro del Pianeta. E tutta l’attività delle api, la meravigliosa catena di ruoli e di funzioni, è declinata all’insegna della pazienza.

L’eclissi della pazienza è dovuta anche alla cattiva interpretazione della sua funzione. Viene spesso confusa con l’inerzia, con il compromesso al ribasso. O, peggio, viene catalogata come una sconfitta, una resa passiva di fronte all’ineluttabilità dei fatti. Al contrario, l’impazienza, accompagnata magari dalla rabbia, diventa un segno di forza, di risolutezza e di determinazione del carattere.

Un vero equivoco, e un rovesciamento dei paradigmi. Con effetti micidiali, per esempio, nella relazioni con i nostri vicini. Siamo diventati un popolo di cittadini che scatenano una rissa di condominio ogni mezz’ora, mossi e ispirati proprio da quella perdita della pazienza che ci fa sentire forti, laddove invece siamo diventati tutti più vulnerabili.

In politica, è impossibile prescindere dalla pazienza, dai tempi e dalla tessitura necessaria per far coincidere il consenso con scelte non sempre popolari. Lo ha capito sulla sua pelle Matteo Renzi, impaziente di dare, con dei risultati, spessore ai suoi messaggi declamati in vertiginosa sequenza. Ma prima o poi, quando hai troppa fretta, ti scontri con la necessità di mostrare equilibrio e di ricercare nuove sintesi, innanzitutto con gli avversari.

Nella Prima Repubblica forse la pazienza era troppa, ma molte crisi, nei governi, nei partiti, nei parlamenti, venivano evitate attraverso la formula magica di una «pausa di riflessione». E durante la seconda guerra mondiale l’opinione pubblica britannica scalpitava, con enorme malumore, per mettere fine “costi quel costi” a un sanguinoso conflitto: il governo inglese reagì con una campagna a tappeto, casa per casa, ispirata proprio all’esercizio della pazienza. Lo slogan era questo: “Keep calm and carry on”, Resta calmo e vai avanti.

Già resta calmo, sii paziente: ma come si fa quando la terra trema sotto i piedi e senti, con paura, che il tempo scorre? Qui più che l’esercizio pedagogico può aiutare la religione, il senso del trascendente con il quale la pazienza è sempre stata ben catalogata. Nella religione buddista, per esempio, la pazienza è considerata una delle sei pratiche essenziali per essere un buon discepolo e coltivata con cura attraverso la meditazione.

In un libro del Dalai Lama, intitolato “L’arte di essere pazienti” (edizioni Neri Pozza), la massima autorità spirituale del buddismo scrive: «Qualsiasi azione positiva può essere distrutta da un solo scatto d’ira, da un solo gesto di impazienza». Nella Bibbia, invece, dove scopriamo la grandezza del patriarca Giobbe, la pazienza è catalogata come un dono dello Spirito Santo.

E San Paolo in una lettera ai Romani avverte: «La pazienza porta alla speranza. Ma serve accompagnarla all’umiltà e alla riflessione». Bisogna riflettere, dunque, per essere pazienti, prendersi il tempo necessario, tirare un respiro prima di parlare, ascoltare e non solo comunicare a senso unico.

Fin qui quello che ho scritto io. Il testo che segue l’ha scritto Chatbot AI sulla frase che dà il titolo al post. Ecco quello che ha “pensato” (si fa per dire!):

La frase “la pazienza infinita porta risultati immediati” è un paradosso, in quanto accosta due concetti apparentemente contrastanti: la pazienza, che implica attesa e tempo, e l’immediatezza dei risultati.

Ecco alcune possibili interpretazioni:

1. Pazienza come perseveranza:

In questo caso, la pazienza non si riferisce all’attendere passivamente, ma alla perseveranza nel perseguire un obiettivo. Avere pazienza infinita significa non arrendersi di fronte alle difficoltà e continuare a impegnarsi con tenacia. In questo modo, si ottengono risultati che, seppur non immediati nel senso letterale del termine, arrivano come conseguenza di un’azione costante e paziente.

2. Riconoscimenti inattesi:

A volte, la pazienza ci permette di cogliere opportunità che non avremmo notato se fossimo stati impazienti. L’attesa può portare a risultati inaspettati ma positivi, che si manifestano quando meno ce lo aspettiamo.

3. Equilibrio interiore:

La pazienza infinita non è solo un modo per ottenere risultati esterni, ma anche un mezzo per raggiungere la pace interiore. Imparando ad essere pazienti, diventiamo più resilienti di fronte alle avversità e ci approcciamo alla vita con maggiore serenità. Questo stato d’animo positivo può a sua volta influenzare le nostre azioni e condurci al successo.

4. Riflessione sul tempo:

La frase può essere vista come un invito a riflettere sulla natura del tempo. Spesso, ciò che consideriamo “immediato” è in realtà frutto di un processo lungo e paziente. La pazienza ci permette di apprezzare il valore del tempo e di vivere con maggiore consapevolezza.

In definitiva, la frase “la pazienza infinita porta risultati immediati” non va intesa in senso letterale, ma come un invito a coltivare la perseveranza, la calma e la fiducia nel tempo. La pazienza è una virtù che ci permette di affrontare le sfide della vita con maggiore efficacia e di raggiungere i nostri obiettivi con maggiore soddisfazione.

Esempio:

Immagina di voler imparare a suonare uno strumento musicale. Se sei impaziente, potresti arrenderti dopo le prime difficoltà. Invece, se hai pazienza infinita, continuerai a esercitarti con perseveranza, anche se i progressi non sono immediati. Col tempo, la tua dedizione sarà premiata e sarai in grado di suonare lo strumento con maestria.

Conclusione:

La pazienza è una dote preziosa che ci permette di vivere la vita con maggiore serenità e di raggiungere i nostri obiettivi con maggiore successo. La frase “la pazienza infinita porta risultati immediati” è un paradosso che ci ricorda l’importanza di questa virtù e ci invita a coltivarla con dedizione.

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Written by Antonio Gallo

Nessuno è stato mai me. Può darsi che io sia il primo. Nobody has been me before. Maybe I’m the first one. Nulla dies sine linea.

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