Elisabetta II, mia Madre ed io …
Sette anni fa scrissi sul mio blog un post di cui vedete qui sopra la schermata iniziale. Lo riproduco per ricordare a me stesso il rapporto che ho avuto con il Paese di cui questa Donna è stata Regina per 70 anni.
Non è stata l’unica volta che ho scritto di questa Signora inglese. Non so perchè e non chiedetemi come, mi ha sempre ricordato mia Madre, specialmente in questi ultimi tempi, a distanza di tanto tempo dalla sua scomparsa.
Ogni volta che la vedevo alla TV o sulle pagine dei giornali, mi ricordavo di Lei, mia Madre. Sono trascorsi 18 anni. Oggi se n’e andata anche Lei, non una donna o una regina qualsiasi, ma la Donna Regina.
Non sembri surreale (fantastico, irreale, kafkiano, onirico, visionario, assurdo, inverosimile) l’accostamento che faccio tra Concetta, mia Madre e Elisabetta II, la Regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.
Proprio l’altro giorno, mettendo in ordine le tante carte che il tempo mi ha fatto accumulare nel suo inesorabile scorrere, ho ritrovato una malridotta agenda nella quale mia Madre conservava i suoi pensieri e accadimenti familiari.
Non sapevo che aveva trascritto i suoi semplici, scarni, quotidiani pensieri. Non avevo mai aperto quel diario di piccole “cose”. Niente di speciale, semplici, brevi frasi come possono essere i pensieri di una piccola, comune donna di provincia italiana.
In questa agenda ho letto quello che pensava e trascriveva in gran segreto quando riceveva le mie lettere che le inviavo dall’Inghilterra dove ero andato per imparare la lingua.
Ero a sud di Londra, ospite di una famiglia inglese di origini di Tramonti, in Costa d’Amalfi, il paese di mia Madre dove mi diede alla luce, poi ero finito, come studente infermiere, in un ospedale mentale a nord di Londra, per mantenermi agli studi.
Mi ha colpito, in particolare, una frase, anzi una sola parola, scritta in un giorno di dicembre 1962. Riporta quello che avevo scritto nella lettera: “Tanta neve e tanta nebbia, temo che il sole non sorgerà mai più”. Lei aggiunge nel diario: “Prego”.
Era di poche parole mia Madre Concetta, come credo anche Elisabetta II. Entrambi donne per le quali le parole servizio, dignità e responsabilità sono state parole chiave per definizione. Elisabetta II passerà alla storia per le stesse parole con le quali mi ha ricordato mia Madre.
Se per Lei “servizio, dignità e responsabilità” sono state le parole chiave che l’hanno fatta ultima grande Regina di un Impero che non esiste più, posso dire, con piacere e con un velo di tristezza, che lo furono anche per mia Madre, una donna semplice, per una famiglia come la mia.
Ricordate quel famoso musical, poi diventato anche film, degli anni cinquanta, interpretato da Yul Brinner e Deborah Kerr intitolato “The King and I”? Bene, per il titolo di questo post mi sono ispirato ad esso per omaggiare una donna che siede sul trono d’Inghilterra da oltre sessanta anni.
Non sono un monarchico ne’ tanto meno un anglomane, ma è come se lo fossi, visto e considerato che gran parte della mia vita è legata a questo che non è un Paese qualsiasi ma addirittura un Regno.
Sono esattamente 63 anni e mezzo che Elisabetta continua a sedere su quel trono, mentre io sono precisamente 53 e passa anni che mi sento come un suo “suddito” visto e considerato che gran parte della mia vita culturale, ed anche familiare, è legata alla realtà della lingua inglese.
Sono passati ben 53 anni da quel lontano mese di ottobre del 1962 quando, alle nove di una umida e nebbiosa sera, arrivai alla Victoria Station di Londra per iniziare la mia avventura inglese. Napoli-Roma-Parigi-Calais-Dover-Londra dopo quasi 48 ore di treno ed una traversata abbastanza burrascosa.
Sul passaporto avevo un permesso di entrata per solo tre settimane. La mia speranza era di trovare un lavoro stabile per ottenere il tanto sospirato soggiorno. Come cambiano i tempi, ma i ricordi restano sempre gli stessi! Di Elisabetta sapevo ben poco, quasi niente. Non sapevo nulla nemmeno degli “scarafaggi” di Liverpool e di Mary Quant, quella signorina di Carnaby Street che inventò la minigonna.
Sapevo che Elisabetta era su quel trono da quasi dieci anni mentre io cominciavo la ricerca di un posto dove dormire. Meno male che c’era Alfred ad attendermi ai binari. Lui era un “suddito” di sua maestà britannica, ma discendeva da una mamma tramontina in Costa d’Amalfi ….. Qui mi fermano questi puntini pieni di ricordi che non hanno niente a che fare con la Regina Elisabetta e il suo regno, il più lungo della storia della monarchia inglese.
Di fianco, la rivista TIME ha elaborato una simpatica ed elegante scheda grafica per ricordare l’evento di una Signora Regina che a dire di uno dei suoi più autorevoli biografi non ha mai detto nulla di speciale durante il suo lungo regno, ma lo ha fatto in maniera straordinaria tanto da attirarsi anche le simpatie dei più accaniti repubblicani e anglofobi.
Il suo titolo regale suona esattamente così: “Elisabetta seconda, per grazia di Dio del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e di altri reami e territori Regina, Capo del Commonwealth e Difensore della Fede”. Mi pare abbastanza esauriente come biglietto da visita.
Per quanto poi concerne i suoi diritti sono questi: “Ha il diritto di essere consultata dal Primo Ministro per incoraggiare alcune azioni e scoraggiarne altre. Lei è il capo supremo della Chiesa d’Inghilterra e Scozia anche se l’una è anglicana e l’altra presbiteriana. Lei è la guardiana di chi ha bisogno di protezione, a partire dai bambini a chi è malato di mente.”
Alcune cose divertenti che la riguardano. Elisabetta non può essere chiamata e testimoniare in tribunale. Non può prendere in affitto proprietà da un suo concittadino ma può andare in carrozza a Hyde Park anche là dove è vietato. Può guidare la sua auto alla velocità che vuole ed è la prima persona della famiglia reale a detenere un record dorato. Anche se è nata nel mese di aprile il suo compleanno lo si festeggia in giugno. Elisabetta non può votare e si suppone che se potesse non potrebbe dire chi ha votato.
Il Primo Ministro inglese David Cameron ha dichiarato: “Per 63 anni Sua Maestà è stata una roccia di stabilità in un mondo in continuo cambiamento e il suo disinteressato senso del dovere e di servizio hanno attratto verso di Lei ammirazione non solo in questo Paese ma nel mondo intero”. Questo senso di certezza e di continuità caratterizza la realtà culturale inglese sulla quale questo blogger ha costruito gran parte della sua esistenza. Lunga vita alla Regina!